I DATI DELL’ASSESSORE ALL’AMBIENTE DELLA   PROVINCIA DI RAVENNA ANDREA MENGOZZI

Energia pulita: tra i ravennati scoppia la foto voltaicomania

di Antonio Ravaglioli

 

Oltre 80 milioni di investimento, 35 MW di potenza installata ed una produzione di energia di circa 42 milioni di kW/h annui.

A S. Alberto sta nascendo uno dei più grandi impianti fotovoltaici d’Italia. Uno dei più grandi per potenza installata e dimensioni, l’unico ad essere concepito in maniera integrata ad un allevamento estensivo di ovini. Per comodità lo chiamiamo impianto fotovoltaico, ma in realtà la sua denominazione è pratopascolo fotovoltaico, proprio perché valorizza il contesto ambientale locale. Nell’area del parco infatti è stata predisposta una zona adibita alla gestione e cura del pascolo con la presenza di locali per la mungitura e la lavorazione del latte, sala mangiatoia e le sale di stagionatura dei prodotti caseari. Parallelamente all’allevamento sarà avviata la produzione lattiero casearia finalizzata alla commercializzazione. Dunque un impianto fotovoltaico integrato ad un allevamento estensivo di ovini. L’impianto è costituito da moduli fotovoltaici in silicio cristallino e consente la produzione di energia pulita tramite conversione diretta della radiazione solare, senza alcun tipo di rumore ed emissione in atmosfera.

Di parchi fotovoltaici come quello di S.Alberto non ne nascono tutti i giorni, però sembra che i ravennati abbiamo scoperto la fotovoltaicomania, una sorta di corsa verso l’energia pulita, tant’è che l’’ultimo dato provinciale parla di 1.517 impianti fotovoltaici installati. Se a ciò si aggiunge che ogni 256 abitanti c’è un impianto fotovoltaico, allora è giusto riflettere su questa nuova positiva tendenza dei ravennati. Per capire meglio cosa sta succedendo abbiamo intervistato l’Assessore all’ambiente della Provincia di Ravenna Andrea Mengozzi.

Assessore Mengozzi, la nostra è la provincia con la maggiore diffusione di pannelli fotovoltaici. Si parla di un impianto fotovoltaico ogni 256 abitanti che è la densità più alta della Regione. Come se lo spiega?

“Il dato aggiornato al 27 dicembre 2010 ci dice di 1.517 impianti fotovoltaici già allacciati in provincia e riconosciuti con il conto energia. Significa che ogni 256 ravennati c’è un impianto fotovoltaico, ed è davvero la maggior densità in regione. Si tratta soprattutto di piccoli impianti, mediamente da 5 kw, che si montano con 20.000 euro, che vengono installati per lo più sui tetti delle abitazioni e dei capannoni agricoli, commerciali e produttivi. Sono stati installati, appunto, da 1.517 abitanti nella nostra provincia che hanno unito all’attenzione per l’ambiente (questi impianti consentono di produrre energia elettrica in maniera sicura e non inquinante, senza determinare emissioni in atmosfera) con  l’opportunità di realizzare un investimento ben remunerato: siamo ad un rendimento attorno al 7% netto per i 20 anni di durata del conto energia”.

Negli ultimi due anni i piccoli impianti fotovoltaici sono quadruplicati. Ci da qualche dato?

“Al primo di ottobre del 2008 nella nostra provincia erano installati 253 impianti fotovoltaici per un potenza di 2646 kw; oggi i 1.517 impianti installati hanno una potenza di 24 MW. Se il numero di impianti è quindi aumentato di 5 volte, la potenza è aumentata di 10 volte. E’ accaduto che in questi due anni il costo dei pannelli si è dimezzato (mediamente da 7.000 euro/kw a 3.500 euro kw) e ciò ha portato a realizzare impianti più grandi, passando da quelli necessari per l’autoconsumo a quelli che, appunto, garantiscono una sovraproduzione rispetto alle esigenze dei produttori e quindi una rendita economica a chi li realizza”.

Attualmente quanti sono gli impianti in fase di realizzazione e quelli che sono in corso di valutazione da parte della Provincia?

“Parlando di impianti superiori ai 20 kw, quelli in corso di realizzazione sono circa 50, mentre quelli che hanno l’iter autorizzativo in corso sono una quarantina. Una delibera della nostra  Regione del 6 dicembre ha posto un freno allo sviluppo degli impianti fotovoltaici a terra (quelli più grandi che  occupano mediamente 2 ettari di terreno per ogni mw di potenza installata), per ridurre il consumo di suolo agricolo”.

Il Piano Energetico Europeo fissa al 2020 l’obiettivo del 20% di produzione di energie rinnovabili. Riusciremo a raggiungere questo obiettivo?

“L’obiettivo è assegnato all’Italia come Paese. Il Governo, purtroppo, non ha ancora stabilito il “burden sharing”, il piano che assegna obiettivi alle singole regioni. Alla nostra scala provinciale l’obiettivo del 20% può senz’altro essere raggiunto. Già al 1 gennaio 2011 siamo attorno al 15% di energia prodotta da fonti rinnovabili rispetto al consumo lordo di energia: è il dato più alto della nostra Regione”.

A S.Alberto sta nascendo uno dei più grandi parchi fotovoltaici della Regione. A che punto siamo?

“L’impianto di Sant’Alberto è di 35 MW di potenza, copre un’area di 71 ettari e produrrà circa 42 milioni di kw /anno che saranno riversati nella rete elettrica nazionale andando a soddisfare il fabbisogno elettrico di circa 10.000 famiglie. E’ uno tra gli impianti più grandi d’Italia per potenza installata ed impiega moduli fotovoltaici in silicio cristallino. La realizzazione di questo impianto e’ costata circa 80 milioni di euro e l’intervento è stato realizzato da una società ravennate. Il progetto prevede che nell’area insista anche un allevamento ovino e proprio alle pecore è affidato il compito di tenere brucata l’erba così da impedire lo sviluppo di arbusti e fogliame che possa ombreggiare i pannelli”.

C’è chi dice che questa nuova ‘mania’ dei ravennati di investire nel fotovoltaico fa consumare molto il territorio con distese di pannelli che abbruttiscono il territorio. Condivide questa opinione?

“Nella nostra provincia se tutto ciò che è in itinere  sarà realizzato e si aggiungerà agli impianti già realizzati, saranno occupati da pannelli fotovoltaici quasi 900 ettari di suolo agricolo, pari a circa lo 0,8 % della SAU (superficie agraria utile) della nostra provincia. Io credo che il fotovoltaico vada installato sui tetti degli edifici (case, capannoni e aree commerciali, pensiline dei parcheggi). I  450 ettari di tetti di capannoni esposti a sud censiti dal Piano energetico provinciale: quella è la superficie da destinare al fotovoltaico, in piccoli impianti finalizzati all’autoconsumo. Dal 7 dicembre, grazie all’intervento della Regione,  è diventato molto più difficile  realizzare impianti a terra, per cui credo proprio che quelli in corso di valutazione (6 quelli superiori ai 10 mw di potenza) saranno gli ultimi di grandi dimensioni che potrebbero sorgere. Per come la vedo io, però, il no a questi impianti da solo non basta: occorre disegnare una più efficace azione nel Piano Energetico Regionale per dare una prospettiva di sviluppo al FV integrato, costruire l’alternativa a ciò che si perderà a terra come capacità di progettare ed investire (parliamo di alcune centinaia di milioni di euro investiti in questi anni dai ravennati in questo settore delle energie rinnovabili producendo lavoro per progettisti e artigiani e  facendo così crescere tecnici nelle nuove professioni della green economy) partendo da un passaggio della recente direttiva UE in materia di energia: “La ristrutturazione energetica degli edifici, gli impianti decentralizzati per la produzione di energia da fonti rinnovabili, i piani di mobilità urbana necessitano di molto lavoro da parte di gente qualificata, il cui impiego non si presta a delocalizzazione. Si tratta pertanto di attività fortemente creatrici di posti di lavoro. Inoltre, a livello locale, le energie sostenibili partecipano chiaramente allo sviluppo di altre politiche, quali l’integrazione sociale o il miglioramento della qualità di vita e contribuiscono a rendere attrattive le comunità locali agli occhi delle imprese e dei turisti”. Credo proprio che siano obiettivi da proporre alla nostra comunità”.

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